La storia
Un documento catastale datato 1498, riporta l’elenco dei beni di Messer Bernardo di Boninsegna
che furono poi ereditati da Niccolò Machiavelli: “...un albergo con una loggia chiamato l’Albergaccio,
con cella da vino di contro a detto Albergaccio, piu pezi di tera fructati, boscati e sodi, chiamati Fontalla,
Cafaggio, Il poggio, ulivati e vignati, posti nel popolo di santo Andrea in Percussiva, piviere di S. Casciano e Decimo”..
É la descrizione perfetta dell’attuale fattoria di S.Andrea in percussina ed in particolare delle vigne che ancora
attualmente vengono coltivate proprio a Fontalle ed al poggio.
All’Albergaccio nel 1512 e dal 1513 in poi, Niccolò Machiavelli
visse confinato, caduto in disgrazia al rientro dei Medici in Firenze, alternando l’esercizio delle lettere, alle cure dei campi,
e trovando modesto svago nella famosa osteria.
Come ci riferisce nella lettera all’amico Francesco Vettori del 10 Dicembre 1513: “...mangiato che ho, ritorno all’osteria; quivi è l’oste, un beccaio, un mugnaio, due fornaciai. Con questi m’ingaglioffo per tutto il dì, giocando a cricca e tricche trach e poi, dove nascono mille contese ed infiniti dispetti di parole ingiuriose; e il più delle volte si combatte un quattrino e siamo sentiti non di manco gridare da S.Casciano”.










